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Gian Paolo Mondino, 2007 - Flora e vegetazione del Piemonte. L'Artistica Editrice, 368 pp.
18,0 EURO
Con il volume “Flora e vegetazione del Piemonte” di Gian Paolo Mondino la
Regione Piemonte intende promuovere la divulgazione e l’approfondimento delle
conoscenze naturalistiche del territorio per una maggiore e più diffusa cultura
ambientale.
L’opera è frutto della passione botanica e del meticoloso lavoro di ricerca sulla flora e
vegetazione piemontesi condotto in oltre cinquanta anni dall’ autore Gian Paolo
Mondino. Un’attività svoltasi in gran parte nell’ambito dell’ Ipla, Istituto per le
Piante da Legno e l’Ambiente, che, per conto della Regione Piemonte, ha redatto
piani e progetti per la tutela e la gestione nelle aree protette.
Ciò che emerge con grande evidenza dalla pubblicazione è la notevole ricchezza di
habitat e di specie floristiche nelle Alpi occidentali, area che è considerata uno dei
punti caldi (“hot spot”) di biodiversità a livello europeo.
L’alternarsi di morfologie e di substrati geologici differenti, la notevole escursione di
quota - dai 3841 metri del Monviso fino alla pianura - e la varietà di climi locali
rendono possibile la convivenza di habitat e di specie aventi origine ed esigenze
ecologiche molto diverse. Convivono, infatti, in quest’area sia specie a distribuzione
artico-alpina (giunte sulle Alpi ai tempi delle glaciazioni e qui rimaste in zone relitte),
sia specie di antica origine ovvero appartenenti alla flora presente sulle Alpi prima
dell’arrivo delle glaciazioni, come Berardia subacaulis.
Le Alpi occidentali sono particolarmente ricche di “endemismi”, ovvero di specie
esclusive di tale territorio, che, quindi, lo caratterizzano più di altre: come, ad
esempio, la Campanula alpestris nell’ arco alpino occidentale o la Saxifraga florulenta
nelle Alpi marittime.
Un apposito capitolo del libro di Mondino è poi dedicato alla descrizione di quella che
doveva essere l’antica copertura forestale della Pianura Padana: il Bosco delle Sorti
della Partecipanza di Trino (a Sud Ovest di Vercelli): una delle aree più estese in cui si
sia conservato il bosco nella pianura padana e una preziosa testimonianza della
convivenza millenaria tra esigenze umane di sfruttamento delle risorse forestali e
conservazione delle loro caratteristiche naturali.
Come per le altre regioni italiane, esiste in quella piemontese una “lista rossa” delle
piante rare, che comprende ben 291 specie, suddivise fra estinte, gravemente
minacciate, minacciate, vulnerabili e a minor rischio. Fra quelle localmente estinte in
Piemonte, si può citare l’Aldrovanda vesiculosa, pianta carnivora, dedicata nel ’700 da
Linneo al botanico italiano Ulisse Aldrovandi.
Fra le “gravemente minacciate”, invece, sul territorio subalpino, risulta esserci la
“scarpetta di venere”, la più grande orchidea europea, nota in tre sole località tra le
Valli di Susa (To) e Pesio (Cn).
L’autore: Gian Paolo Mondino
Ha insegnato presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Torino, al Corso di laurea in Scienze
forestali e ambientali. Professore, oggi in pensione, in campo botanico ed ecologico, si è
specializzato in botanica forestale presso l'Ipla di Torino dal 1959 al 1985. E' autore di
numerose pubblicazioni sulla vegetazione del Piemonte.
Roberto Venanzoni
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